I 7 requisiti per un Programma di Supporto al Paziente: una rete di professionisti qualificati

I 7 requisiti per un Programma di Supporto al Paziente: una rete di professionisti qualificati

3° requisito: una rete di professionisti qualificati.

Perché un Patient Support Program ha bisogno di una rete di professionisti qualificati? In questo articolo analizziamo il terzo dei 7 requisiti di un PSP provider selezionati dal team multidisciplinare di Italiassistenza: la presenza di operatori sanitari e non, con comprovata esperienza di supporto al paziente.

Il patient engagement per migliorare l’aderenza terapeutica

Abbiamo visto, nei precedenti approfondimenti, quali sono le metodologie di progettazione di un PSP. Dal patient journey design all’organizzazione patient care centric. Tuttavia, perché un PSP possa risultare efficace non è sufficiente che sia progettato bene, deve essere anche erogato da professionisti formati e con esperienza, capaci di instaurare una relazione con il paziente. Il patient engagement può realizzarsi solo grazie al lavoro di personale qualificato, capace di coinvolgere il paziente attivamente nel percorso terapeutico. Un coinvolgimento necessario per minimizzare la non aderenza terapeutica, sia intenzionale che non intenzionale, attraverso strategie di diverso tipo: dalla patient education, all’utilizzo di app e sms.

L’infermiere dei PSP è un educatore

Come si sottolineava già qualche anno fa in un workshop dell’Ema (l’Agenzia europea per i medicinali):

“La nuova generazione di PSP ha lo scopo di minimizzare la non aderenza intenzionale alla cura, usando la psicologia per attuare un cambiamento comportamentale, attraverso la comprensione delle convinzioni e dell’atteggiamento dei pazienti”.

Tra le strategie da adottare per migliorare la relazione del paziente con il percorso di cura, emergono le attività di educazione e consulenza svolte dagli infermieri. Il dialogo tra infermiere e paziente sulla malattia è una parte integrante del PSP.