Le skill del manager pharma che lavora in un Programma di supporto al paziente.

Le skill del manager pharma che lavora in un Programma di supporto al paziente.

Qualità relazionali, curiosità, passione, capacità di gestire progetti complessi e flessibilità. Sono le competenze gestionali e le soft skill richieste a un PSP manager, la figura di riferimento per i Patient Support Program all’interno delle aziende farmaceutiche. Com’è possibile coniugare skill tecniche e gestionali, capacità relazionali e di decision making?  Lo abbiamo chiesto ad i manager di alcune aziende farmaceutiche nell’indagine “Le nuove professioni di supporto al paziente”. La risposta? Bisogna farsi guidare dall’analisi dei dati e comprendere le esigenze reali dei pazienti.

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Il PSP manager tra spinta all’innovazione e risk assessment

La complessità della gestione di un PSP richiede le skill tipiche di chi si occupa di processi ad alta innovazione, come il risk assessment, secondo una manager che abbiamo intervistato: “Per un manager che coordina un programma di supporto al paziente, contano soprattutto le skill di processo, la conoscenza della governance e delle regole aziendali e un’esperienza sufficiente per riuscire ad orientarsi all’interno di un contesto normativo complesso. Sono importanti, inoltre, le competenze di risk assessment, perché i PSP sono programmi ad alta innovazione. E proprio questo tasso di innovazione che li caratterizza rende necessaria l’integrazione tra diverse funzioni aziendali e la capacità di gestire i contatti con i fornitori esterni. Al manager non vengono richieste particolari competenze tecnologiche, per le quali si può fare riferimento ad altre figure aziendali”.

Come coordinare team multifunzione

I PSP sono programmi progettati da team multidisciplinari di esperti. Ecco perché chi coordina un PSP deve avere innanzitutto grandi capacità manageriali e deve riuscire a interfacciandosi con diversi stakeholder interni ed esterni. “Quando un PSP manager valuta un progetto – racconta un manager che abbiamo intervistato – coinvolge tutte le funzioni aziendali. Il nostro compito è ascoltare tutti e tradurre gli aspetti più tecnici. Ecco perché tra le skill è fondamentali c’è anche la capacità di mediare tra posizioni di figure con competenze molto diverse”. Mediazione ed empatia sono le qualità dei nuovi leader che si occupano di programmi che migliorano l’aderenza terapeutica e la vita quotidiana delle persone.

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