I 7 requisiti per un Programma di Supporto al Paziente: un’organizzazione patient care centric

I 7 requisiti per un Programma di Supporto al Paziente: un’organizzazione patient care centric

2° requisito: un’organizzazione patient care centric.

Quali sono i requisiti per un provider di Patient Support Program (PSP)?
Italiassistenza ne ha elencati 7, pubblicando un articolo sulla rivista About Pharma in cui propone la creazione di un bollino blu per certificare la qualità di questi servizi specialistici offerti ai pazienti.

Il paziente al centro dell’organizzazione aziendale

Al primo posto della lista, redatta dal nostro team multidisciplinare di esperti, c’è il patient journey design, che abbiamo approfondito qui. Al secondo posto, troviamo un altro criterio fondamentale da tenere in considerazione nel valutare un provider che offre programmi di supporto al paziente: la presenza di un’organizzazione aziendale patient care centric con strutture e figure professionali dedicate esclusivamente ai PSP, come i program manager e i professionisti esperti nello sviluppo di piattaforme tecnologiche. Senza dimenticare il ruolo fondamentale svolto da una centrale operativa esperta con soft e hard skill, in ascolto attivo e supporto ai pazienti cronici.

La person-centered care: al centro la persona con i suoi bisogni di vita

Le aziende che forniscono servizi per i pazienti si basano su un’organizzazione interna patient care centric. Ogni PSP deve essere progettato, però, mettendo al centro non solo il paziente, ma anche la persona. L’aspetto relazionale della terapia, come emerge dalle testimonianze dei nostri infermieri: è fondamentale per riuscire a cogliere esigenze ed insight utili a disegnare un programma di supporto efficace. E consente al provider di cambiare prospettiva, portando l’attenzione non sul servizio offerto, ma sulla persona e sul suo rapporto quotidiano con la malattia. Secondo un report dell’Health Innovation Network, la person-centered care può avere un grande impatto sulla qualità della cura:

  1. può migliorare l’esperienza del paziente;
  2. può incoraggiare le persone a condurre uno stile di vita più salutare;
  3. può aiutare le persone ad essere maggiormente coinvolte nelle decisioni che riguardano la terapia;
  4.  potrebbe ridurre il ricorso ai servizi sanitari e quindi contribuire a ridurre la spesa sanitaria complessiva;
  5. può aiutare i professionisti della sanità a sentirsi più sicuri e soddisfatti dell’erogazione delle cure.