La proposta di Italiassistenza: “Un Bollino blu per i PSP Provider”

La proposta di Italiassistenza: “Un Bollino blu per i PSP Provider”

I patient support program (PSP) in Italia sono presenti oramai da oltre un decennio, fornendo servizi integrati a supporto dell’aderenza terapeutica in ambito patologie croniche. Oggi stanno attraversando una fase di maturazione cruciale, in cui la definizione di specifici criteri di qualità è diventata un passaggio imprescindibile da intraprendere, con conseguenti impatti non solo sul settore specifico. In un momento storico che sta mettendo alla prova le politiche di governance e di management sanitario a livello internazionale, è necessario fermarsi a riflettere sulle priorità e identificare gli approcci e gli strumenti realmente in grado di fare la differenza e impattare in modo positivo sulla salute delle persone.

Persone e non pazienti. Un approccio storico che inizia dal service design

I PSP sono un set di servizi multidisciplinari coordinati da professionisti esperti del settore. Crediamo che debbano essere basati su un approccio di service design che mette al centro la persona, con i suoi bisogni quotidiani. Parliamo di persone, non di pazienti: non possiamo mai ignorare le componenti psicologiche, sociali e culturali che influiscono sulla quotidianità di chi vive la malattia e il proprio “percorso di salute”.

Per progettare un PSP consideriamo sempre il contesto generale in cui questi servizi vanno ad integrarsi. L’esperienza della nostra azienda ci permette di avere un confronto storico significativo. Come Italiassistenza abbiamo iniziato a progettare i primi patient support program prima del 2006, ma è in questa data, tuttavia, che anche in Italia è diventato necessario dare un nome a questi programmi per differenziarli chiaramente da altre soluzioni e servizi diversamente organizzati.

E’ interessante quindi fare un breve salto nel passato e cercare di ricordare cosa succedeva una decina di anni fa. Nel 2006 la spesa sanitaria nei 30 Paesi più sviluppati del mondo cominciava a frenare, dopo i trend positivi dei primi anni del nuovo millennio. Siamo nell’anno in cui si registra il tasso più debole della crescita media rispetto al decennio precedente, secondo i dati Ocse. Un fenomeno causato in particolare dalle variazioni della spesa farmaceutica, come sottolineava l’Organizzazione nel rapporto “Health Data 2008”, e quindi dalle differenze nei prezzi e nei consumi di medicinali che riflettevano la rapidità di produzione e diffusione di farmaci innovativi. L’innovazione offriva alla sanità pubblica e privata nuove soluzioni, ma anche nuove sfide. E le aziende hanno risposto anche offrendo servizi inediti che potessero supportare i pazienti in percorsi terapeutici in evoluzione continua.

Progettare nel presente, pensando al futuro

Italiassistenza ha investito sforzi e risorse negli anni sulla crescita e la cultura in ambito PSP in Italia, con la consapevolezza che la cronicità si sarebbe sempre più imposta tra i temi di governance e di management sanitario. E vuole continuare a pensare al futuro. Riteniamo necessario perseverare nel migliorare le soluzioni e i servizi che possono incrementare e massimizzare l’aderenza terapeutica, consapevoli del fatto che solo la preparazione e l’esperienza possono aiutarci ad affrontare anche situazioni di emergenza, come purtroppo sta accadendo in questi giorni con la diffusione del Covid-19. Le tecnologie digitali ci consentono ormai il monitoraggio ed il supporto a distanza semplificando l’esperienza del paziente e migliorando il lavoro dei medici dei centri di cura, ma hanno reso nel contempo più complessa la progettazione. Le tecnologie utilizzate devono essere infatti sempre più avanzate e personalizzate, perché devono perfettamente integrarsi nell’ecosistema di un set di servizi multidisciplinari e pertanto devono essere predisposte e coordinate necessariamente da esperti del settore. Le tecnologie sono uno strumento di supporto efficace solo se siamo in grado di renderle tali. E l’integrazione della tecnologia nell’evoluzione dei PSP è un tema su cui dobbiamo riflettere oggi più che mai con cautela, guidandone utilizzo ed impatti, per garantire che la persona realmente rimanga “al centro” del PSP.

Manca un Bollino blu per i PSP provider

Siamo in un momento di maturazione forte dei PSP. Lo dimostrano i numeri: siamo leader di settore con 33 progetti, 12.000 pazienti gestiti nell’ultimo anno, 20.000 visite a domicilio da parte di professionisti sanitari quali medici, infermieri, fisioterapisti e psicologi, circa 190.000 counseling call tra outbound e inbound. Lo confermano i nostri stakeholder che non sono interessati solo all’ampiezza dell’offerta di servizi, ma ai valori guida, a indicatori e parametri chiari di performance per la progettazione di programmi capaci di rispondere in modo incisivo alle molteplici necessità richieste in termini di assistenza alla persona. Le tecnologie cambiano, ma i nostri valori restano: etica, qualità, affidabilità, esperienza e trasparenza. E sulla base di questi valori, vogliamo lanciare una proposta: la creazione di un “bollino blu” che contraddistingua i PSP provider e che quindi definisca uno standard di qualità e competenze per l’erogazione di questi servizi specialistici.

Serve una definizione chiara di PSP Provider: ce lo chiedono gli stakeholder

Una definizione chiara dei PSP viene richiesta da diversi stakeholder già da qualche anno. Uno studio pubblicato sulla rivista “Patient Preference and Adherence” e condotto in collaborazione con un’importante multinazionale farmaceutica, confermava, già nel 2016, che i PSP sono in grado di avere un impatto positivo su aderenza e risultati clinici, oltre che sui costi a carico del sistema sanitario nazionale. Allo stesso tempo, metteva in evidenza la necessità di ulteriori ricerche per capire quali programmi di supporto, quali metodi e componenti siano davvero in grado di offrire un valore aggiunto in determinate condizioni mediche. Per arrivare a una definizione chiara dei criteri di qualità necessari ad identificare un PSP provider, a nostro parere, è utile iniziare a parlare in modo esplicito di requisiti minimi. C’è poi bisogno di arrivare insieme alla creazione di un linguaggio condiviso e alla definizione di metriche strutturali, nonché parametri di misura di competenza e performance di provider in ambito PSP.

Farmindustria, con il proprio codice deontologico, ha definito il PSP come “un programma di assistenza sanitaria realizzato a beneficio del paziente”. Pertanto, un PSP Provider deve essere in grado di integrare con visione olistica, coordinare ed erogare tutti i servizi proponibili in questo ambito, avendo nel contempo comprovata esperienza nella gestione di tutte le criticità e situazioni limite che potrebbero emergere in campo sanitario, educazionale, tecnico-organizzativo, legale, logistico, tecnologico.

I requisiti minimi di un Bollino blu per i PSP provider secondo Italiassistenza

Vogliamo farci promotori di un confronto con tutti gli stakeholder in tal senso, pubblicando innanzitutto le nostre proposte. Grazie al nostro team multidisciplinare di esperti, abbiamo individuato sette requisiti, pilastri indispensabili per poter sostenere di essere in grado di progettare ed erogare servizi di supporto al paziente di qualità:

  1. Comprovata expertise nel Patient journey design con approccio integrato e la disponibilità di un team multidisciplinare dedicato (medical, legal, operational, technology) che si estende all’occorrenza a KOL di patologia e specialisti di settore (es. psicologi, fisioterapisti, etc.);
  2. Organizzazione aziendale Patient care centric con strutture dedicate esclusivamente ai PSP (Program Manager, professionisti esperti nello sviluppo di Piattaforme tecnologiche, e una centrale operativa esperta con soft e hard skill, in ascolto attivo e supporto ai pazienti cronici);
  3. Una rete di professionisti qualificati: operatori sanitari e non, con comprovata esperienza di supporto al paziente;
  4. Professionisti competenti in ambito legale sul PSP e con esperienza e comprovata competenza sulla normativa inerente il trattamento dei dati in ambito sanitario e non;
  5. Expertise in ambito di gestione di tecnologie avanzate, informatiche e non, e capacità nell’interpretare e guidare la “digital transformation” in azienda;
  6. Expertise nella comunicazione con stakeholder sanitari e non (pazienti, caregiver);
  7. Expertise e capacità gestionali/ operative e di comunicazione con gli stakeholder su temi ricorrenti nei PSP quali Farmacovigilanza, Product Complaint.

Expertise legale specializzato in-house: non è un optional

Tra i requisiti minimi che a nostro parere sono oggi necessari per erogare determinati servizi, un PSP provider deve avere a disposizione un team di esperti con competenze non solo sanitarie. Basti pensare al delicatissimo tema del trattamento e della protezione dei dati. L’expertise sul trattamento dei dati non può essere considerata una competenza accessoria anche in relazione a temi delicati come i rapporti con l’azienda farmaceutica, i medici dei centri o come la farmacovigilanza e l’importanza di consentire la corretta segnalazione di eventi avversi. Abbiamo deciso di affrontare il problema in modo strutturale, progettando a monte tutti gli strumenti e le soluzioni necessarie per gestire correttamente le problematiche relative al trattamento dei dati grazie al supporto di un legale e responsabile della protezione dei dati (DPO) interno.

Come riconoscere un interlocutore competente, esperto, etico ed affidabile

Lanciamo quindi la proposta di adottare un bollino blu a vantaggio delle Aziende farmaceutiche (e produttori di Medical Device), per indentificare chiaramente e in trasparenza i PSP provider di qualità, proprio in virtù della delicatezza e complessità dei servizi erogati.

Sicuri che questa iniziativa di Italiassistenza sarà accolta con favore e condivisa dagli stakeholder del settore, ci sembra importante da subito sottoscrivere una prima indicazione contenuta nel codice deontologico di Farmindustria: “La funzione aziendale che ha la responsabilità decisionale del PSP non deve essere commerciale e opererà con la supervisione della funzione compliance dell’azienda”. E’ un punto da non sottovalutare, a nostro parere, perché proprio la mancanza di direzione e coordinamento da parte del management medico delle aziende spesso è un sintomo di un potenziale rischio di inadeguatezza nella fase di identificazione dei requisiti di base del PSP: o peggio, questo potrebbe portare ad identificare un fornitore inadeguato per la progettazione ed implementazione di un PSP.

La Direzione Medica è la reale protagonista del PSP, decisore strategico, identifica i Patient needs, è in grado di convogliare in fase di Patient Journey design la cultura e l’esperienza necessaria nell’ambito della Patologia per fare la differenza, in affiancamento con un PSP Provider qualificato ed esperto.

Gianluca Basso (Ceo) e Fabio Tinello (Psp Project development leader Italiassistenza)