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01/02/2012 - Diabete: migliora la qualità dell’assistenza in Italia Migliorata in 5 anni la cura del diabete In Italia. Lo documenta l’aumento di due punti, da 22,2 a 24,3, [ segue... ]
Italia batte Usa su gestione diabetici
Sul fronte della gestione del diabete l'Italia batte il colosso Usa.Se nel Belpaese i pazienti non ancora sotto controllo sono il 12% del totale, negli Stati Uniti la percentuale è tre volte maggiore. A rilevarlo è uno studio mondiale condotto su 21 Paesi e messo in evidenza oggi a Milano dall'Associazione medici diabetologi (Amd), nel corso della presentazione degli Annali Amd 2008. La citazione, spiegano gli specialisti, è d'obbligo: "Quest'anno abbiamo deciso di metterci a confronto con le reti assistenziali di Europa e resto del mondo", spiega Giacomo Vespasiani, coordinatore degli annali. "Non basta fotografare lo stato dell'arte in Italia, occorre studiare i diversi modelli per capire se siamo sulla strada giusta oppure no".Il risultato, ragiona l'esperto, è dignitoso, "perché il nostro Paese risulta nella media europea e vanta un'assistenza di buona qualità, anche se c'è ancora da fare". Secondo i dati raccolti dagli annali in 122 centri della Penisola per un totale di oltre 205 mila pazienti, è cresciuta ancora la percentuale di diabetici che misura almeno una volta l'anno l'emoglobina glicosilata, un parametro che permette di determinare con maggior precisione il livello di controllo del diabete. Il valore soglia sotto il quale, secondo le linee guida, occorre tenersi per prevenire le complicanze della malattia è il 7%. In Italia hanno raggiunto l'obiettivo tre pazienti con diabete di tipo 1 su 10 e 5 pazienti con tipo 2 su 10. Ma il valore medio dell'emoglobina glicosicata tricolore, assicurano i medici, è migliore di quello degli Stati Uniti dove quasi la metà dei pazienti è ben lontana dall'obiettivo con valori di emoglobina glicosilata superiori all'8%. L'identikit del 'diabetico italiano medio'? Uomo (lo è il 54% dei pazienti), over 55 (come l'83% del totale), per lo più obeso (40% dei diabetici). Ma nella casistica si registra anche un 10% di diabetici under 55 e un 8% sotto i 35 anni. Mentre quasi un terzo di pazienti con diabete 1 e il 18% di quelli con tipo 2 ha anche il vizio del fumo. L'Italia, proseguono gli esperti, non brilla invece per i controlli della pressione arteriosa: i pazienti non a target (cioè con valori troppo alti) sono il 60%, mentre in Europa le percentuali sono più basse e vanno dal 17% della Francia al 46% della Svezia. Nella media, per contro, la condotta del Belpaese per quanto riguarda il monitoraggio dei livelli di grassi nel sangue, "anche se i risultati potrebbero essere migliori - sottolinea Vespasiani - dal momento che secondo gli annali 2008 meno del 40% ha il colesterolo cattivo sotto i livelli di allarme". La conclusione è che "la glicemia viene curata bene, gli altri parametri meno. E sono le donne ad essere più trascurate", osserva. "Per questo motivo occorre puntare sempre di più su cure allargate, in collaborazione con il medico di famiglia che ha la possibilità di monitorare con frequenza la situazione dei diabetici". Gli annali, che verranno presentati e discussi a partire da domani al IV Convegno nazionale del Centro studi e ricerche della fondazione Amd, serviranno come base per migliorare l'assistenza, assicura Umberto Valentini, direttore del Centro studi e ricerche Amd. E nel 2009 l'analisi verrà approfondita raffrontando i risultati agli anni precedenti per individuare le tendenze. "E' anche una questione di finanze. Il diabete, per rendere l'idea, è una delle due patologie più costose in una regione molto popolata come la Lombardia e nel 2004 assorbiva 1,2 miliardi. Oggi, sebbene il costo medio per diabetico sia sceso da 3.100 euro a 2.900, si è allargata la platea di pazienti". Ecco perché, conclude Sandro Gentile, vicepresidente Amd, "bisogna battere il diabete sul tempo. L'attività di prevenzione deve coinvolgere tutti: dai Comuni alle associazioni ambientaliste, che possono fare molto con la loro creatività per incentivare stili di vita sani. Si potrebbero promuovere passeggiate culturali e percorsi gastronomici salutari. L'educazione civica può molto anche contro il diabete". Fonte: Adnkronos Salute |