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01/02/2012 - Diabete: migliora la qualità dell’assistenza in Italia Migliorata in 5 anni la cura del diabete In Italia. Lo documenta l’aumento di due punti, da 22,2 a 24,3, [ segue... ]
Defibrillatori ancora per pochi
Cuore: Italia in ritardo nelle emergenze.I vantaggi: Dei 60.000 casi di arresto cardiaco ogni anno in Italia, un quarto potrebbe essere risolto con i defibrillatori. Mentre in quasi tutta Europa non c' è porto, stazione ferroviaria o aeroporto dove non ci sia un defibrillatore per fare fronte all' arresto cardiaco e ora la Spagna ha deciso di dotare anche i centri commerciali e le sedi di manifestazioni pubbliche, l' Italia resta al palo. Dopo la legge del 2001 (la numero 120) che riconosceva a chiunque, se addestrato, la possibilità di usare le apparecchiature semi-automatiche di ripristino del battito cardiaco, le iniziative sui defibrillatori continuano a non superare gli ambiti del volontariato e degli impegni locali. Ora è la Toscana a muoversi: in vista dell' apertura dei campi scuola estivi per lo sport si prepara a promuovere la diffusione dei defibrillatori automatici in tutti gli impianti. La proposta, del consigliere Paolo Marcheschi, è stata accolta dalla Giunta, che ha avviato i corsi di formazione per soccorritori sportivi e successivamente darà avvio alla procedura di acquisizione degli apparecchi. «E' un' iniziativa lodevole, quella toscana - spiega Antonio Destro, responsabile del progetto di sicurezza Riminicuore - perché i maggiori benefici del defibrillatore si realizzano proprio negli ambienti affollati (stadi, centri commerciali, stazioni ferroviarie e aeroporti, fabbriche e aziende), dove in percentuale maggiore può capitare un arresto cardiaco. La maggiore efficacia dell' intervento si ha nei primi 5 minuti dalla crisi». La distribuzione dei defibrillatori comporta, però, che i cittadini si preparino ad usarli. La formazione è proprio uno dei nodi da sciogliere con le proposte di legge oggi ancora ferme a Camera e Senato. Il certificato di abilità all' uso del defibrillatore ha una validità annuale e locale. «Questo significa - spiega Destro - che se un cittadino si trovasse ad affrontare un' emergenza in una provincia che non è la sua, potrebbe teoricamente incorrere in sanzioni. Il rinnovo così rapido della certificazione, poi, comporta una disaffezione da parte dei volontari, che abbandonano». «Oggi i cittadini preparati ad usare il defibrillatore sono 200 mila, ma potrebbero diventare un milione e 500mila se si impegnassero ad imparare ad usarlo e a diffonderlo anche tutti i medici e gli infermieri, oltre a tutto il personale degli ospedali» conclude Destro. Edoardo Stucchi Fonte:www.corriere.it A cura di Stucchi Edoardo |